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Sci e attacchi da freeride: Le novità 2018



Siete pronti per la stagione invernale? La neve già sta scendendo nelle nostre Alpi, cerchiamo di non farci trovare impreparati. Abbiamo provato alcune novità sul mercato per gli amanti del Freeride, sia per i più esigenti che per chi ha scoperto da poco questo splendido modo di scendere le montagne lontano da frastuono delle piste.

Iniziamo parlando di sci, più stretti e leggeri:

La nuova tendenza, già in essere da un paio di anni, soprattutto fra i freerider non professionisti (per intenderci, quello che ama il freeride, ma è felice anche se non partecipa ai grandi eventi del “Freeride World Tour”) è quella di:

1. Ridurre la larghezza degli sci più fat per venire incontro alle esigenze del freerider amatoriale senza nulla cedere a galleggiamento e conduzione/stabilità; uno sci non troppo largo al centro è più manovrabile e meno faticoso dei grandi sci fat;

2. Alleggerire lo sci per poterlo utilizzare anche in salita, con le pelli di foca o in spalla, senza dover stramazzare al suolo sfiniti dopo appena 300 metri di dislivello.

Alcuni modelli

Black Crows
Nocta 140 122 132: sci per surfare sulla neve, camber inverso e rocker ne fanno lo sci da freeride per antonomasia, ideale per le grandi nevi canadesi e giapponesi; pesa, ma che conduzione, che stabilità, che galleggiamento!

 

Anima freebird 142 115 126  per 3700 gr il paio: la nuova frontiera del freeride amatoriale, abbinare leggerezza e larghezza/galleggiamento; breve e classico camber sotto i piedi e rocker equilibrato ne fanno lo sci per la polvere tipica delle nostre Alpi; e in salita non costituisce un fardello troppo pesante.

Navis freebird 133 102 118 per 3350 gr il paio: freeride e scialpinismo, galleggiamento, manovrabilità e leggerezza, lo sci ideale per lo scialpinismo all’insegna della gioia di inanellare curve di ogni tipo; rocker in punta e piccolo rocker in coda, camber classico sotto i piedi.

Un tocco di eleganza: abbinare allo sci un bastoncino Furtis o Oxus: leggeri, robusti e di diametro maxi (18 – 22 mm).

Attacchi, più sicuri:

La tendenza anche in questo caso è quella di abbinare leggerezza, sicurezza, compatibilità con l’uso delle pelli (posizione di salita).
I grandi attacchi da freeride derivati da quelli da discesa (per esempio il mitico Marker Duke) sono soppiantati dall’evoluzione dei così detti “attacchini”.
Per i freerider non professionisti sono una soluzione quasi ideale.

Dynafit TLT Radical 2.0, 600-630 gr al pezzo completo di stopper (ST con valore di sgancio 10, FT con valore di sgancio 12): la sicurezza è migliorata grazie alla possibilità di rotazione del puntale.

Fritschi Vipec Evo 10 o 12, 500 gr al pezzo completo di stopper: attacchino classico con puntale che adotta una soluzione per la sicurezza veramente buona.

Fritschi Tecton 10 o 12, 550 gr al pezzo completo di stopper: puntale tipo attacchino con la sicurezza della serie Vipec, quindi molto buona; talloniera tipo trad quindi sicura e stabile come un attacco da discesa; connubio veramente buono.

Marker Kingpin 10 o 13, 730 gr al pezzo completo di stopper: puntale fisso, quindi niente sicurezza in punta, ma talloniera classica e quindi molto stabile e il massimo dal punto di vista della sicurezza.

Scarponi

Logica l’evoluzione, in parallelo con quella degli attacchi.
Ogni grande firma dello sci produce oggi scarponi espressamente pensati per il freeride:
possibilità di sgancio del gambaletto per facilitare la camminata e la salita con le pelli di foca, quindi una posizione “discesa” e una posizione “salita”;
suola Vibram® o comunque antiscivolo nel vero senso della parola per poter muoversi in sicurezza su terreni impervi di neve e roccia (ma se c’è ghiaccio è obbligatorio calzare i ramponi);
tomaia classica a lembi sovrapposti, derivata dagli scarponi da discesa e preferibile al linguettone tipico dei modelli da scialpinismo perché “spancia” meno;
predisposizione per l’”attacchino”;
grande attenzione al peso e al miglior compromesso fra comfort e tenuta perché freeride vuol dire una giornata piena sci e scarponi ai piedi, per non perdere un cm2 di powder.

Non ha senso consigliare una marca o un modello perché bisogna scegliere non in base al nome, ma a ciò che meglio si adatta al nostro piede; quindi preparatevi a passare qualche ora in negozio a provare e confrontare diverse soluzioni.

 

 

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Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.