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Arrampicare “Trad”



La nostra guida Luca Macchetto, recentemente ha frequentato le pareti di Cadarese, in Ossola. Questo luogo offre almeno una decina di vie di arrampicata in fessura. Lo stile di arrampicata utilizzato da Luca e dal suo cliente è stato spunto per questo articolo.

Cosa vuol dire arrampicata “Trad”? Siamo abituati ad arrampicare vie già aperte, ovvero trovate e descritte e chiodate dai primi salitori. Sono vie di arrampicata sportiva, protette tipicamente da chiodi spit piazzati in forature effettuate con il trapano. Allora cos’è l’arrampicata “trad” ovvero tradizionale?

L’arrampicata tradizionale si potrebbe dire che è uno stile di scalata su roccia piazzando protezioni posizionate sulle strutture naturali della roccia e rimovibili. Con protezioni intendiamo tutta una serie di strumenti che possono essere collocati in fessure, buchi, spuntoni, sassi incastrati e altre deformazioni della roccia, in grado di sostenerci in caso di caduta. Si tratta quindi di dadi, friend, tricam, chiodi a pressione, fettucce, che in seguito vedremo in dettaglio.

Per molti scalatori, oggi ultra 50enni, l’arrampicata tradizionale è la vera arrampicata. Per frequentatori delle montagne che si muovevano da giovani nei CAI degli anni 60-70 questo era l’unico modo per scalare una parete: piantare chiodi, piazzare dadi e proseguire la salita cercando le linee migliori o più facili. L’arrampicata su chiodi fissi era considerata una palestra d’allenamento per poi provare le vie lunghe in montagna.

Dagli anni ’80 e poi ’90 l’arrampicata tradizionale è andata un po’ sparendo per il grande boom dell’arrampicata sportiva, provocando anche non poche discussioni tra i puristi (trad) e atleti dei più famosi (sportivi). Questo fino ad oggi, come confermano anche i produttori di attrezzatura, si stanno riscoprendo vecchie vie alpinistiche e aprendone di nuove scalabili completamente in stile tradizionale. Esempi li possiamo trovare ovunque, basta cercare sulle guide, in Dolomiti molte vie come nelle Cinque Torri o sul Civetta sono accessibili con questo stile.

Dagli anni 70 ad oggi c’è stata una grande evoluzione dei materiali. Se prima esistevano i chiodi a pressione e le fettucce oggi possiamo utilizzare friends e nuts, di qualità e leggeri. Materiali che si imparano ad utilizzare in breve tempo senza avere anni di alpinismo alle spalle.

Oggi l’arrampicata trad è uno dei tanti modi di frequentare le pareti delle nostre montagne. Un modo se vogliamo dire “etico” ovvero quello di scalare senza poi lasciare traccia del proprio passaggio sulla parete. Questo genere di progressione vi dà la libertà di scegliere se seguire una descrizione di via oppure trovare una vostra linea, con protezioni posizionate dove voi ritenete più opportuno. Un puro piacere, scegliendo una via alla propria portata, in falesia o su di un 4000, che può diventare un’avventura; è questo il particolare più affascinante.

Diventa particolarmente appagante riuscire oggi, con le proprie forze e capacità, la scalata di una parete o il raggiungimento di una vetta. Una parete senza spit è come un rebus da risolvere, avete una descrizione degli apritori, i vostri attrezzi e la vostra capacità, oltre la forza. Occorre intuizione e precisione, può accadere di non trovare la soluzione per superare un passaggio difficile, come è probabile quella di perdersi e dover tornare indietro. Il gusto può essere quello di trovare le linee lungo un percorso da proteggere, senza necessariamente arrivare in vetta. Oggi, che la sensibilità ambientale è aumentata specie nei giovani, l’arrampicata “trad” offre uno stile molto compatibile con l’ambiente. Dietro il secondo di cordata non rimane nulla, ogni protezione viene tolta e non rimane in parete come gli spit.

Se vi interessa questo argomento, proseguiremo prossimamente illustrandovi quali materiali sono utilizzati in questa attività.

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Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.