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Valanghe: meglio prevenire!



Trovare il giusto equilibrio tra divertimento e sicurezza.

 

La montagna invernale

La montagna d’inverno è meravigliosa e bellissime sono le attività che vi si possono svolgere dal freeride allo scialpinismo, dall’escursionismo con le ciaspole fino alle cascate di ghiaccio.

Semplicemente non se ne può fare a meno per la salute del corpo, per l’arricchimento dello spirito e per il divertimento.

La montagna invernale è pericolosa

Le condizioni meteorologiche sono sicuramente più rigide e difficili rispetto all’estate e a ciò si aggiungono la neve e le valanghe.

Non si può negare che soprattutto quest’ultimo elemento richiede in chi la frequenta particolare attenzione e specifiche conoscenze.

L’obbiettivo deve essere sempre quello di trovare il giusto equilibrio fra sicurezza e divertimento: è possibile e doveroso.

 

Problema

Essere in grado di valutare e gestire il rischio valanghe, cioè il rischio di provocare e di essere coinvolto in un incidente da valanga.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione per cercare di risolvere questo problema o sono difficili da utilizzare o sono poco noti.

La soluzione più semplice, ma anche abbastanza riduttiva è quella di seguire la massima di Werner Munter, guida alpina e grande esperto di neve e valanghe svizzero, che afferma:

“Con grado di pericolo MODERATO non superare mai i 34°, con grado MARCATO non superare mai i 30°”. Il rispetto di questa regola ridurrebbe, su base statistica, ben oltre il 50% gli incidenti da valanga.

Provo ora a dare una risposta più articolata a questo problema che riguarda sia i professionisti ed esperti che gli amatori e inesperti.

 

Il bollettino nivo-meteorologico

È il caposaldo e il punto di partenza per ogni valutazione.

Leggerlo regolarmente e ancor più saperlo capire e interpretare è una condizione imprescindibile per poter fare una qualsiasi valutazione del rischio valanga.

Alla guida alpina si chiede di saperlo capire e interpretare, all’amatore si chiede almeno di conoscere il grado di pericolo (DEBOLE – MODERATO – MARCATO – FORTE – MOLTO FORTE)) presente il giorno in cui decide di sciare fuoripista o di compiere un’escursione con le ciaspole.

Italia: http://www.aineva.it

Svizzera: https://www.slf.ch/it.html?no_cache=1

Analisi stratigrafica e blocchi di slittamento

Sono metodi che permettono di conoscere la storia e la conformazione del manto nevoso e la sua stabilità; essi sono strumenti formidabili in mano agli operatori nivologici ed è sui dati da essi forniti che vengono costruiti i bollettini nivo-meteorologici.

Ma in mano a chi fa freeride o scialpinismo sono poco pratici e poco efficaci: richiedono molto tempo per la loro esecuzione e forniscono dati troppo particolari per permettere una valutazione funzionale alle esigenze dello sportivo.

 

La formula 3×3

La formula 3×3 più che uno strumento di valutazione del rischio valanghe è un metodo di lavoro per programmare e gestire dal punto di vista della sicurezza neve una gita di scialpinismo o un’escursione con le ciaspole o una giornata di freeride.

La formula permette di organizzare il lavoro di valutazione a partire dalla fase di programmazione fino alla valutazione puntuale durante la gita e riguarda tre aspetti che sono sempre alla base di ogni incidente da valanga:

  • le condizioni della neve e del tempo;
  • la morfologia del terreno;
  • il fattore umano.

Un suo efficace utilizzo richiede una notevole conoscenza e pratica ed è pertanto riservato ai più esperti.

Link: http://www.alessandrogogna.com/wp/tag/metodo-3×3/

 

Il metodo delle riduzioni (di Werner Munter)

Si basa sui concetti di RISCHIO POTENZIALE e RISCHIO RESIDUO, su dati statistici e sul calcolo delle probabilità. Il rischio potenziale deriva dal grado di pericolo indicato dai bollettini valanghe mentre il rischio residuo si ottiene applicando una serie di fattori di riduzione che determinano alla fine se il rischio residuo è accettabile o no. In sintesi si tratta di una formula matematica di semplice applicazione, ma nella realtà più che una formula magica per valutare il rischio è una metodo che permette di controllare se le valutazioni fatte seguendo il metodo 3×3 sono corrette.

Quindi ancora una volta si tratta di uno strumento riservato soprattutto ai professionisti, le guide alpine.

Link: http://www.aineva.it/pubblica/neve44/rischio3.html

Snowcard, Nivotest, Avaluator e altri strumenti analoghi

Finalmente qualcosa per tutti!

Sono veri e propri piccoli strumenti che permettono una valutazione del rischio valanghe facile e intuitiva. Derivano dalla formula 3×3 e dal metodo delle riduzioni, ne semplificano il funzionamento e ne automatizzano i processi.

Il rovescio della medaglia (ma è poi veramente un rovescio?) è che sono molto limitativi, cioè producono risultati improntati alla massima prudenza. Ma se in mano al professionista possono avere la funzione di “prova del nove”, quando vengono utilizzati da chi non è tutti i giorni sul campo e quindi si affida in toto ad essi per le proprie valutazioni, è bene che indirizzino verso scelte super prudenti.

Nivotest: http://www.aineva.it/pubblica/neve44/rischio4.html

Snowcard: https://www.alpenverein.de/bergsport/dav-snowcard-neu-erschienen-das-lawinen-risiko-check-tool_aid_12364.html ; la puoi acquistare anche su Amazon https://www.amazon.de/SnowCard-Lawinen-Risiko-Check-Martin-Engler/dp/3763360301

4 regole d’oro

Ecco infine 4 semplici regole che devono far parte del bagaglio dei nostri comportamenti per trascorre fantastiche giornate nella neve.

1) Informarsi sulle condizioni della neve e del tempo; non presso il ristoratore che sa tutto ti polenta e salsicce, ma poco o niente di neve, ma presso i professionisti della neve polverosa, le guide alpine;

2) L’area da considerare per valutare correttamente il rischio valanghe non è solo quella intorno a noi o il pendio su cui ci troviamo; essa varia in base al grado di pericolo:

con grado DEBOLE è l’area vicino alla mia traccia;

con grado MODERATO è una circonferenza di raggio 20/40 metri intorno a me;

con grado MARCATO è tutto il pendio su cui mi trovo, sopra, sotto, a destra e a sinistra;

con grado FORTE è tutto il pendio su cui mi trovo e anche i pendii più lontani in qualche modo connessi con il mio;

con grado MOLTO FORTE è il caso di considerare la possibilità di un’attività alternativa.

3) Imparare a tenere le distanze sia in salita che in discesa e imparare a muoversi, camminare o sciare in modo ordinato e coordinato all’interno del gruppo; non uno a destra e l’altro a sinistra, non tutti insieme selvaggiamente, non tracce che si incrociano disordinatamente, non uno sulle code dell’altro. Pochi metri di distanza uno dall’altro in salita o sciare uno alla volta in discesa, nella maggior parte dei casi è sufficiente a garantire la sufficiente sicurezza.

4) Affidarsi ai professionisti cioè alle guide alpine perché questa è l’essenza della nostra professione: saper valutare e gestire il rischio insito nelle attività che facciamo e saper trovare sempre il miglior compromesso possibile far divertimento e sicurezza.

About the author
Cesare Cesa Bianchi
Presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine italiane, organizza e realizza i programmi di Mountain Kingdom. Dice di sé: “Ho scelto di fare la guida per essere certo di trovarmi sempre a mio agio su tutte le montagne del mondo… Adventures consultant and risk manager è il mio stile e il mio modo di essere Guida Alpina” Svolgo l’attività di guida alpina a tempo pieno organizzando e realizzando i programmi di MK e sono presidente delle guide alpine italiane

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Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.