Mountain Kingdom

Chiama subito: +39 02 2818111 oppure +41 91 6833131

Come preparare lo zaino fotografico per un escursione in montagna



di Mirko Sotgiu

Trekking, escursioni per valli e monti con la fotocamera, cosa serve davvero? Contenere il peso delle attrezzature, rinunciare al treppiede? La Fotografia in montagna non è solo la ricerca del paesaggio, dei soggetti che si possono incontrare in cammino ma anche e soprattutto l’escursione come soggetto stesso delle riprese. Ovvero realizzare un reportage da un trekking, in cui il soggetto è il trekking stesso, una serie di immagini che raccontino l’escursione e non singoli scatti lasciati a loro stessi.

265428

COME PREPARARE UNO ZAINO FOTOGRAFICO PER UN’ESCURSIONE IN MONTAGNA

Chi ama passeggiare in montagna in molti casi con il trascorrere del tempo e con l’aumentare del numero di passeggiate effettuate si appassiona alla fotografia, questo almeno è successo a me visto che sin da piccolino poter fotografare gli splendidi posti che visitavo significava poterne portare a casa un ricordo. In molti casi questa passione rimane limitata allo scattare istantanee con una compattina o più recentemente, ahimè, con il cellulare, in altri casi invece anche la fotografia diviene una passione e l’attrezzatura che ci si deve portare in giro aumenta esponenzialmente con il tempo e l’esperienza acquisita.

Mi è stato chiesto in passato da alcune persone che seguono il mio sito o la mia pagina Facebook qualche consiglio su come preparare lo zaino della fotografia per un’escursione, per cui visto che l’argomento interessa a molti appassionati di fotografia e montagna come me ho deciso di scrivere questo articolo sperando di essere d’aiuto.

La prima cosa da chiarire è che anche per un fotografo professionista l’attrezzatura fotografica in montagna deve avere un’importanza secondaria rispetto al trasporto dell’equipaggiamento minimo di sicurezza. L’equipaggiamento indispensabile varierà a seconda del tipo di escursione in programma: può andare dal banale coltellino svizzero, al cellulare per le chiamate d’emergenza, acqua e cartina dei sentieri aggiornata, oltre ovviamente al vestiario adatto che dovremo indossare, fino ad un equipaggiamento più complesso se si percorreranno vie ferrate o se si intende fermarsi per la notte in un rifugio o bivacco.

Monte Cevedale da Passi Zebrù, Giro del Confinale, V Alpini, Alpi, Italia, Stelvio, escursionismo, estate
Monte Cevedale da Passi Zebrù, Giro del Confinale, V Alpini

Come detto il peso del materiale indispensabile per l’escursione può variare anche di molti chilogrammi in base alla tipologia e questo ovviamente influenzerà la possibilità di poter portare con noi più o meno elementi della nostra attrezzatura fotografica. In generale sarà impossibile per un fotografo poter portare l’intero corredo con sé in quanto formato da più obiettivi, flash, filtri ecc … e questi elementi pesano e ingombrano non poco. Come scegliere allora cosa portare con noi? Semplicemente valutando prima cosa ci occorre sicuramente, cosa ci potrebbe essere utile, ma non indispensabile, e cosa poter lasciare a casa senza nessun problema. Questa scelta dipenderà ovviamente da fotografo a fotografo.

Se si esce per una semplice passeggiata di qualche ora potrò portare con me molte cose utilizzando un normale zaino fotografico da città, se invece prevedo un’escursione che comprenda l’intera giornata ma di facile percorrenza dovrò iniziare a fare delle valutazioni: per prima cosa lo zaino deve essere comodo per cui probabilmente converrà abbandonare il normale zaino fotografico per sostituirlo con uno tecnicamente più valido in ambiente montano (questo sarà più comodo, più arieggiato e tenderà a farvi stancare di meno). Detto questo il materiale fotografico più fragile dovrà essere opportunamente protetto con custodie imbottite. Quando cominceremo a caricare il nostro zaino converrà provare ad indossarlo per capire se ci stiamo portando oltre i nostri limiti di sopportazione del peso. Un piccolo segreto per poter portare un carico maggiore è quello di passeggiare con delle bacchette così che una parte del carico venga sgravato da gambe e schiena.

Da quanto detto finora già per una gita di un giorno intero (7-8 ore di cammino) mi troverò nella situazione di dover cercar di capire cosa portare con me: ad esempio sarà meglio avere il treppiedi o un obiettivo in più? I filtri sono un inutile peso oppure no? A questo punto a parte il fatto che l’unica cosa sicura da portare sempre è il corpo macchina conviene fare un paio di considerazioni riguardo l’itinerario che dovrò percorrere e quindi al tipo di foto che farò. Mi devo chiedere ad esempio quali obiettivi userò sicuramente e quali invece non mi serviranno. Portare 4-5 obiettivi per poi usarne uno solo sarebbe inutile peso che mi potrebbe precludere la possibilità di portare ad esempio un treppiedi, quindi devo capire se mi muoverò in ambienti ad ampio respiro o se rimarrò sempre nel bosco, se c’è la possibilità di fotografare animali, se mi troverò in larghi prati per cui potrebbe essere interessante portare con sé un obiettivo macro per fotografare fiori e insetti ecc..

_DSC8443_web2

Compatta o reflex?

Senza dubbio nessuna fotocamera ha la versatilità di una reflex, obbiettivi intercambiabili, flash aggiuntivi e una moltitudine di accessori disponibili, anche se il peso da trasportare è maggiore. A voi la scelta fra maggior peso delle attrezzature e più polivalenza operativa, oppure minor peso e minor versatilità. La cosa più importante da considerare, sia su una reflex che su una compatta è sicuramente la robustezza visto la tipologia di ambiente dove opereremo. Attenzione quindi a scegliere corpi robusti, possibilmente adatti a convivere con l’umidità e che non temano modesti urti. La montagna dopo la giungla è uno dei luoghi dove l’attrezzatura viene messa più a dura prova, specie se si realizzano fotografie oltre il trekking, in parete, cascate, oltre 4000m e su ghiacciaio.

Tutte queste considerazioni possono cambiare di persona in persona e da escursione a escursione, ci sarà sempre chi dallo stesso itinerario cercherà risultati differenti, ad esempio qualcuno prediligerà scattare belle fotografie di paesaggio, scattare panorami o fare caccia fotografica a cervi, camosci, uccelli, insetti e tutto il resto che in montagna si può immortalare.

Cosa portare allora e perché?

Se ci piace fare fotografie di paesaggio può essere importante portare con sé un grandangolo e i filtri polarizzatore e digradante, se invece amiamo la fotografia macro sarà necessario avere un obiettivo apposito (se non un tubo di prolunga), flash e treppiedi. Francamente io adoro la fotografia panoramica e un treppiedi con testa sui tre assi per quanto ingombrante e pesante è assolutamente necessario. Ci piace fotografare gli animali selvatici, i grandi rapaci o i tanti uccelli del bosco? Un obiettivo a lunga focale e una bean bag sono sicuramente consigliati, ma se avete molti soldi sul vostro conto in banca acquistare l’attrezzatura per fare del digiscoping non sarebbe una cattiva idea.

Ovviamente esistono altre cose da considerare e questa non è altro che una piccola introduzione, però spero vi sia stata utile e se avete qualche altra domanda non esitate a contattarmi via mail.

me_kata_Montebianco_web

In pratica

Pianificata l’escursione, preparato lo zaino e gli attrezzi fotografici, l’escursionista che si muove solitario non ha grandi problemi a parte piazzare il treppiede per auto inserirsi come figura umana in alcune inquadrature. Un metodo valido è quello di impiegare l’autoscatto a circa 20 secondi, prendendo un punto di riferimento nell’inquadratura, poi ci si va a piazzare contando e una volta raggiunto il punto prestabilito si inizia a camminare nella direzione voluta. Un piccolo telecomando sarebbe utile anche se la tecnica sopra descritta è facilissima da mettere a punto e fa risparmiare un peso e un ingombro. Se invece camminiamo in un gruppo è molto produttivo, anche se faticoso, imparare a capire in anticipo se ci conviene essere in testa e attendere il passaggio degli altri escursionisti in un punto fotogenico, o piuttosto rimanere un po’ indietro, magari in un’altura e coglierli durante un passaggio sul sentiero sotto o sopra di noi.
Un fotografo in un gruppo di escursionisti a volte può, rallentare la marcia, inoltre a meno che gli escursionisti non siano tutti foto-amatori, ha esigenze diverse, legate alla luce, ha tempi diversi e pause più lunghe per curare le inquadrature. Ecco perché tipicamente un fotografo di montagna viaggia da solo, i suoi tempi di percorrenza, l’ora di partenza e ritorno sono spesso incompatibili con quelli della maggior parte dei trekkers. Per esempio per me è usanza partire prima che sorga il sole e rientri un’ora dopo il tramonto, questo in una sola giornata. Un buon metodo, abbastanza ovvio, per farsi apprezzare e ben tollerare è quello di preparare un cd con le immagini più belle dell’escursione da omaggiare agli altri partecipanti in ricordo dell’escursione. Mi raccomando una selezione delle immagini più belle, 300 fotografie di cui 250 mal composte, mal esposte o banalissime causerebbero l’effetto contrario. La vecchia regola del 3 immagini scelte ogni 36 scattate (la “vecchia” pellicola) è sempre valido!

The beautiful  Lago Di federa See  early in the morning
The beautiful Lago Di federa See early in the morning
About the author
Cesare Cesa Bianchi
Presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine italiane, organizza e realizza i programmi di Mountain Kingdom. Dice di sé: “Ho scelto di fare la guida per essere certo di trovarmi sempre a mio agio su tutte le montagne del mondo… Adventures consultant and risk manager è il mio stile e il mio modo di essere Guida Alpina” Svolgo l’attività di guida alpina a tempo pieno organizzando e realizzando i programmi di MK e sono presidente delle guide alpine italiane

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

logo Mountain Kingdom logo UIAGM logo AGAI

Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.