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Guida alla scelta dell’attrezzatura per alpinismo (Imbrago, corda, ramponi, picozza, moschettoni)



Quest’anno MK ha preparato un intero programma di ascensioni in alta montagna dedicato ai 4000 delle Alpi. Alcune delle cime proposte possono essere intraprese da chi non ha mai salito una montagna più alta di 4000 metri o praticato alpinismo in modo serio.
Le nostre guide forniscono i materiali necessari per questo tipo di attività. In questo articolo vogliamo però darvi alcune indicazioni sui materiali utilizzati nella pratica dell’alpinismo
(Il programma di ascensioni sui 4000 di Mountain Kingdom)

 

 

L’imbrago
Le imbragature insieme a corda e moschettoni fanno parte dell’attrezzatura fondamentale per chi pratica alpinismo, speleologia etc. L’imbrago è un dispositivo di sicurezza, costituito da cinture di stoffa e fettucce, che agisce su cosce e fianchi (spalle e torace per imbraghi interi), in grado di sostenere confortevolmente il nostro corpo quando rimane appeso.
Tipicamente per progressioni su ghiacciaio e arrampicata o ferrata si utilizza l’imbrago basso (ovvero senza pettorale che fascia spalle e torace) L’imbragatura bassa (o ‘imbragatura di tipo basso’) è costituita da una cintura collegata a due cosciali, un anello di sicurezza dove viene attaccata la corda, oltre anelli di servizio. Tramite diverse modalità di regolazione, consente di essere indossata in maniera comoda e sicura, garantendo in più alcune caratteristiche importanti per la pratica dell’alpinismo: la libertà di movimento, leggerezza e comodità.

 

 

Di imbragature ne esistono diverse taglie, quindi è opportuno in fase di acquisto provare l’imbrago per scegliere la vestibilità e la misura corrette.
Non solo la taglia! Oggi i costruttori producono diverse tipologie di imbragature per utilizzi specifici. In commercio si trovano imbraghi per scalare su big-wall (scalate di più giorni), per via ferrata e per alpinismo. Fatevi consigliare dalle nostre guide per un corretto acquisto.

 

Moschettoni, anelli di cordino e fettuccia, daisy chain, freno e carrucola, viti da ghiaccio
In progressione su ghiacciaio e su pendii e creste di neve e ghiaccio, per la sicurezza della cordata, si utilizzano moschettoni, anelli di cordino e fettuccia, daisy chain, freno e carrucola, viti da ghiaccio.
La vasta disponibilità di modelli consente una scelta calibrata per ogni particolare utilizzo. Le nostre guide possono consigliarvi per un corretto acquisto.

 

Corda
Normalmente se frequentiamo l’alta montagna con le guide alpine non è necessario possedere una corda. Ma se volete acquistarne una ecco qualche indicazione. La corda è la parte più’ importante per la sicurezza in alpinismo, arrampicata, speleologia, torrentismo. Ogni altro attrezzo utilizzato in questi sport estremi può funzionare bene solo se la corda in uso è conforme alle esigenze dell’utilizzo specifico. In ambito alpinistico, la corda è il primo strumento che entra in azione quando avviene una caduta (principale causa di incidenti), ed è l’attrezzo fondamentale nelle varie tecniche di assicurazione, risalita, discesa.
Le corde si distinguono tra corde statiche e dinamiche. Nel caso nostro (alpinismo) si utilizzano corde dinamiche. Le corde sono realizzate da particolari intrecci di fili di nylon, che vanno a formare un’anima ed una calza. Durante una caduta la corda dinamica subisce un allungamento (che può arrivare al 40% della sua lunghezza) dissipando l’energia della caduta ed evitando strattoni che potrebbero causare severe lesioni.
Le corde per alpinismo sono di diverso tipo: corde intere, contraddistinte con il simbolo 1, mezze corde, contraddistinte con il simbolo ½, corde gemelle contraddistinte con il simbolo ∞, di diversi diametri e differenti utilizzi. Nel caso di progressione in conserva su ghiacciaio e pendio o cresta di neve e ghiaccio si utilizza normalmente una corda intera da 50m e almeno 8mm di diametro. Per la progressione su terreno innevato e ghiaccio i produttori hanno progettato corde dette “Dry”. Nella neve le corde non trattate, spesso, si inzuppano d’acqua diventando molto pesanti e poco scorrevoli, il trattamento dry evita questo problema.

Ramponi
I ramponi sono fondamentali per progredire su ghiaccio o neve compatta. Occorre saperli utilizzare al meglio perché questo attrezzo è fondamentale per la sicurezza delle nostre escursioni. Realizzati tipicamente in acciaio o alluminio sono costituiti da punte che servono per massimizzare la presa sul ghiaccio. Nel caso di progressione su ghiaccio e pendio ghiacciato o cresta di neve facile, evitando ascensioni più impegnative, un rampone a 10 punte è più che sufficiente per garantire la maggior parte degli itinerari. Modelli con 12 punte prevedono prevedono punte lunghe e le due anteriori particolarmente sporgenti, ottimizzate per affrontare pendii ripidi.
L’allaccio agli scarponi può essere automatico , semi automatico o classico (con fibbie). La scelta del tipo di fissaggio dipende dagli scarponi che si utilizzano e in particolare dalla loro suola, sporgente o meno rispetto alla tomaia. Fondamentale norma di sicurezza, soprattutto su neve, è utilizzare ramponi con anti-zoccolo, esistono modelli che lo prevedono già di fabbrica. Ricordatevi che lo zoccolo di neve sotto il rampone può risultare molto pericoloso Perché impedisce alle punte dei ramponi di mordere il terreno e quindi fa perdere aderenza al terreno.

 

Piccozza
Anche la piccozza è un attrezzo che bisogna imparare a utilizzare. La piccozza è uno strumento comodo e funzionale per affrontare scalate in presenza di neve e ghiaccio. Esistono vari modelli di piccozze con dettagli e soluzioni per ogni tipologia di utilizzo. Possiamo a grandi linee differenziare le piccozze in base a due ambiti di utilizzo. Piccozze classiche per progressione su ghiacciaio, facili pendii e creste di neve e ghiaccio; picozze da “piolet traction” per scalare tecniche e ripide vie di ghiaccio e misto. Per le nostre esigenze sceglieremo una piccozza classica che consente la progressione su ghiacciaio e su pendii di media inclinazione (50°). Tipicamente queste piccozze hanno una becca abbastanza diritta, non a banana e un manico di una lunghezza tale da permettere un appoggio verticale comodo (senza bisogno di abbassarsi troppo). La lunghezza del manico è dipendente dall’altezza dell’alpinista e comunque si aggira intorno ai 60 – 70 cm. Tipicamente sono fornite di dragonne. Si tratta di un laccio regolabile che permette di fissare la piccozza al polso e quindi di non perderla.

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About the author
Cesare Cesa Bianchi
Presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine italiane, organizza e realizza i programmi di Mountain Kingdom. Dice di sé: “Ho scelto di fare la guida per essere certo di trovarmi sempre a mio agio su tutte le montagne del mondo… Adventures consultant and risk manager è il mio stile e il mio modo di essere Guida Alpina” Svolgo l’attività di guida alpina a tempo pieno organizzando e realizzando i programmi di MK e sono presidente delle guide alpine italiane

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Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.