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Aconcagua: La salita ad una delle vette più facili del Sud America



“La vista da lassù era davvero meravigliosa, vedevo l’intero Sud America, che si estendeva sotto di me con i suoi mari, montagne e pianure, costellato di villaggi e città che parevano come piccoli punti.
Ah ! come si rimane profondamente impressionati a simili altezze, dalle stupende opere del Creatore !”

Matthias Zurbriggen prima salita all’Aconcagua – 14 gennaio 1897)

 

Raggiungere i 6962m della vetta più alta delle Americhe potrebbe sembrare un’idea impossibile da realizzare, ma non è così. Raggiungere la montagna più alta al di fuori del continente asiatico è tecnicamente fattibile per persone preparate. L’Aconcagua è famoso per i suoi venti e l’aria rarefatta e secca, condizioni che spesso hanno fatto tornare sui propri passi le spedizioni che hanno tentato la vetta.  Solitamente l’ascensione non prevede l’uso di picozze, corde o ramponi, anche se basta una nevicata per rendere questo itinerario più difficile. La via normale è molto lunga e richiede 5 tappe prima di raggiungere la vetta. Contando il periodo di acclimatamento, avvicinamento, salita e discesa, una spedizione sul tetto delle Americhe richiede dai 12 ai 20 giorni. Non ci troviamo nelle Alpi, qui gli avvicinamenti si effettuano in più giorni e richiedono una buona capacità di dosaggio delle forze. Il vantaggio di avvicinamenti così lunghi è quello di acclimatare il nostro organismo alla quota in modo graduale ed efficace.

Il primo giorno di avvicinamento parte da Penitentes (2580m) e giunge a Confluencia (3390m). Ci aspettano quattro ore di trekking e 810m di dislivello lungo la Quebrada de Horcones e la sua laguna fino al campo di Confluencia alla base del versante Sud dell’Aconcagua. Inizia qui la fase di acclimatamento, tipicamente si resta due notti al campo e si organizza un’escursione giornaliera in quota con rientro al punto di partenza.
Il secondo giorno di avvicinamento prevede la salita a Plaza de Mulas, altre 8 ore di cammino e 910m di dislivello. Questa tappa è piuttosto lunga e costeggia da Sud a Nord la base dell’Aconcagua. Il terreno è piuttosto sconnesso e ripido ma di rara bellezza. Arrivati a quota 3600m si entra in una piana di più di 10km da dove si possono osservare le cime dell’Aconcagua per la Quebrada del Sargento Màs. Plaza de Mulas si trova a 4350m di altitudine.
La spedizione ora si riposa nuovamente per acclimatarsi per tre giorni. Se il primo è proprio di riposo nel secondo si effettua una salita ad un vicino 5000, il Cerro Bonete, un punto panoramico proprio di fronte all’Aconcagua. Da qui è possibile osservare cosa ci aspetta, infatti dal Cerro Bonete è possibile osservare l’intera via normale all’Aconcagua.
Per un migliore acclimatamento si sceglie di sostare ancora un giorno a Plaza de Mulas oltre effettuare una salita a Plaza Canada a 5050m per prendere confidenza con ciò che ci aspetterà nei giorni successivi.

Siamo al 8° giorno di spedizione, ora è il momento di affrontare l’ascensione vera e propria. La salita dell’Aconcagua prevede quattro giorni di cammino con 3 pernottamenti in campo tendato in quota. Il campo 1 è situato a Plaza Canada, raggiungibile in 3 ore con un semplice sentiero a zig-zag. Il campo 2 è situato a Nido de Cóndores 5550m, per raggiungerlo occorre effettuare una salita di 500m lungo ghiaioni del “Gran Acarreo”. Particolarità di questo itinerario sono delle curiose formazioni di ghiaccio a forma di lama rivolta verso il sole. Nido de Cóndores si raggiunge in 4 ore.

Campo 3: Finalmente superiamo i 6000m, con il decimo giorno di spedizione si raggiunge Campo Colera, l’ultimo primo della salita alla vetta. Nel 3° giorno di ascensione cominciano a sentirsi gli effetti della quota, il nostro passo diventa più lento. Sempre a zig-zag la vista diventa sempre più spettacolare sulle vette circostanti.

 

El Balcón Amarillo” (5800m) è una particolare formazione rocciosa che si incontra lungo la salita, un buon punto di riposo per poi piegare verso Est e salire in diagonale verso Plaza Colera a 6000m, in un totale di 3 ore.
Non lontano da Colera sono situati i tre rifugi Berlin costruiti negli anni 50, oramai in cattive condizioni, per cui si opta per installare per il campo 3 la tenda.

Quarto giorno, finalmente si prova a salire la cima. Da Campo Colera alla vetta dell’Aconcagua ci attendono quasi 1000m di dislivello. La giornata inizia all’alba, si comincia a salire per raggiungere il punto chiave della salita, rifugio Indipendencia a 6380m. Oltre essere un buon punto per riposarsi, qui possiamo capire se siamo in grado di proseguire verso la vetta superando talvolta alcuni tratti di neve e ghiaccio, mai difficili. A circa due ore di cammino da Indipendencia incontriamo “La canaleta”, un canale molto dirupato e ripido. Superato il canale ci si porta, con brevi zig-zag sul “Filo del Guanaco” un punto più complesso che se superato ci porta in vista della cima Est a 6800m di quota. Siamo davvero in alto, il fiato è corto e occorre fermarsi spesso per riposare. Mancano 45 minuti alla vetta, percorriamo tutto il filo, su superano alcuni passi rocciosi e si giunge finalmente in cima dopo 9 ore.

 

Dalla vetta, finalmente felici di aver raggiungo il tetto delle Americhe, si rientra a Colera o Nido de Condores a seconda del proprio stato fisico. Il giorno successivo si scenderà a Plaza de Mulas per poi tornare a Penitentes.

L’ascensione alla vetta dell’Aconcagua è un’impresa possibile, non occorre essere alpinisti esperti, specie se seguiti dalle nostre guide. Mountain Kingdom organizza una spedizione a Gennaio 2018 per maggiori informazioni: http://www.mountainkingdom.net/site/viaggimk/aconcagua-6962-m-spedizione-guidata-2/

 

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Vita e avventure su sentieri, roccia, ghiaccio e neve, con sci e pelli di foca, piccozza e ramponi, scarpette d'arrampicata, pedule o ciaspole. Sulle montagne del mondo, fra le varie culture e in mezzo alla gente, in punta di piedi, senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosità, voglia di scoprire nuove vie, passione, sicurezza e professionalità. Questo è il nostro modo di essere guide alpine.